Vetra

Cammino
Tra piazza Vetra,
Le Colonne e Corso di Porta Genova,
C’è silenzio, un velo di nebbia
Gli studenti sono appena usciti da scuola
Si attardano alle panchine,
Un uomo fuma, solo, coi suoi baffi
E io varco le porte di un sogno.
Questa per me
È terra onirica
È l’adolescenza che ho sognato di vivere
E che alla fine mi è sfuggita via
È il sabato pomeriggio
La fiera di Senigallia
Comprare le magliette dei gruppi
Le spillette
I cd da Psycho
Il negozio dell’usato
Coi soffitti bassi
E strani ceffi all’ingresso
È nascondere la faccia nel cappuccio
E mischiarmi alle creste e ai capelli lunghi
Col cuore in gola
È il coraggio di stare, diversa
Tra i diversi,
Sola, ma vicina
ad amici sconosciuti.

Piazza Vetra è terra onirica
E mi accoglie come ogni volta
Anche se laggiù c’è una pokeria
Ha chiuso il negozio di musica
Anche se la rabbia creativa
Spavalda adolescente
Ora si traveste con scarpe di marca
Bubble tea
Turisti di airbnb
E una tiepida vitalità
Disinfettata in alcol scadente
E focacce surgelate
E aperitivi bocconiani.

Vi prego, non dimentichiamo
Il mondo prima
Tra le colonne nascondiamo
Messaggi per il futuro.

Agricoltura

La tua vanga
Sul mio petto
Spezza ogni radice
Spinge giù, spinge giù
Tira fuori il nuovo,
Vermi e bulbi di fiori
Nei solchi scuri
Svegliati dal sole.

Perché non mi lasci
Riposare un poco?
Le mie piante selvatiche
Salgono lente
E ancora non ho cresciuto
Il mio giardino selvaggio.

Spugna

Al posto del petto
Ho una spugna
Intrisa di tutto quello
Che non trova voce
Se la stringi io rallento
Piango follia
Gocce di urla
Fino ai piedi arriva
La lacrima del mio cuore.

Nel silenzio riconosco
Sorella verità
Ma le parole per dirla
Le ho dimenticate
Tanto tempo fa…

La ferita

La ferita
Fino ad oggi
Null’altro ho avuto da offrire
Che la mia ferita.
Ora la ferita va sanata
E di me non resta nulla.
La ballata della guarigione
È una via di dolore
Costellata di buonsenso
E violazioni
Che finisce a picco
Sul niente.