Dubita

Dubita
a ogni passo
così lo fai profondo
fino al centro della terra
così sei tutt’uno col magma
che tutto muove.
Sotto una roccia, nella sabbia
in un occhio che vede
c’è l’oro che cerchi da sempre.

Inghiottita

Inghiottita da una bestia su rotaia
deglutire cocci della mia mente
farli trainare sui binari
polverizzati dall’urto.
Fa’ che non rimanga più nulla
nella mia schiena alberga un dolore
che ancora non ha nome
ma mi stringe
da tutta la vita.

Anche tu fai male,
fai i conti con questo.
Per questo stai imparando
in ginocchio a pregare.

Mi spacco, mi squamo
mi faccio mosaico di giuramenti d’amore.

Sparire

Se potessi sparire
lasciare un piccolo vuoto
per un attimo soltanto
poi guardare il mondo
richiudersi sulla ferita
ogni traccia scomparsa.
Ritornare anonimo segno del tempo
smettere di dare fastidio
a tutti con gli spigoli
del mio corpo arido e bisognoso.

Aiutatemi a sparire
non devo esserci più.

29.01.2025

L’ultima volta

 

Ti saluto
Ogni volta, come fosse l’ultima
Mi regalo il tempo del lutto
Mi sollevo più forte
Ogni volta, come fosse l’ultima
Rinasco ridente e affamata
Nel miracolo del tuo ritorno.

Fusa

Vieni qui
siediti accanto a me
ascolta per un po’ le mie fusa
che emergono dal sonno profondo
poi camminerai vibrando
amore, vedrai
andrai per il mondo
raggiante!

Impara la compassione

Ogni volta che ti lascerai fiorire
mani nere scuoteranno la terra
fino a toglierti il respiro
riempiranno il cielo di grida
ti oscureranno la vista:
è la brutalità di esistere,
nient’altro che questo.
Tu in fondo a quel buio
devi raccoglierti come un bocciolo
– lo vedi? è qui –
e portarti in dono
alla luce.

È una fatica, lo so,
e si ripete, si ripete,
si ripeterà ancora e ancora
l’incanto brutale di esistere.

La vera vittoria

Troverai un giorno
Dopo aver atteso in ginocchio
Alle porte di un olimpo di spettri
Tante troppe ore
Che ti fosse tesa una mano,
Dopo aver stretto tra le dita
Parole di polvere
Destinate a sfuggirti ridendo
Perché non ti appartenevano,
Troverai un giorno
Un tesoro accessibile
E potrai iniziare a vestirti dell’oro
Che era sempre stato tuo.

 

Lavoro

Che lavoro fai?
Cerco nel cielo fili divini
Li pianto nella terra sacra
Pregando e cantando
E quando scende tra le nuvole
Un aquilone
Ci guardiamo a lungo
Io imparo le sue vibrazioni
Lui impara, forse, le mie
Fare del cielo radice
E della nuvola terra
Questo è l’unico lavoro
Di cui ho imparato l’arte.

La fitta

Arriva la fitta che travolge
Anche il più impavido sogno
Cui si regaló totale devozione
In forma di struggenti preghiere
Mormorate nel limpido orizzonte
In una sera d’inverno.

Arriva la fitta che travolge
Le ultime certezze e
Con la solennità di un agguato
Ruba le piccole icone sacre
Incautamente nascoste
In tasche fuori posto
Di cui non si aveva più memoria.

 

Come salvarsi ancora?
Risponde un suono piatto
Schiacciato alla parete
“Attendi domani” dice
“forse hai ancora tempo”.

 

Questo amore

Questo amore mi incendia la bocca
Scende come goccia che brucia
Dalla gola fino
Ai miei più remoti confini
Chiama fischiando gli eremiti delle valli
Che vivono tra le mie dita
E consegna loro un messaggio.

Ho fame solo
Di estasi
Ho fame solo
Di fiamme
Ho fame solo
Di spettri

Non faccio che tratteggiare
Il tuo profilo davanti a me
Gioco a prendere le misure
A danzarci attraverso
Provo a fare domande
E mi rispondo con un sorriso
Che spezza le labbra.

Ieri la mia pelle era diamante
Lo é sempre stata?
Non lo sapevo
O forse é stato quel tuffo
Quando ho incrociato il tuo sguardo
E al tuo silenzio
Ho fatto in segreto un inchino.

Is it love if?

Is it love if
it makes me sleepless
and thights my chest at moonlight?
Is it love if
it makes me fall on my knees
to set prayers like seeds
into a ground so hollow
that it burns my feet?
Is it love if
it makes me linger to her voice’s ripple
and replay and murmur her words
to carve them in my deepest soul?
Is it love if
it makes me so graetful
that life seems, for once
a gift I deserve?

(if it takes me ages to say goodbye?)

Enigma

Enigma
Io sono un enigma
Scritto in una lingua
Dimenticata.

Io sono un enigma
E dentro prolasso
Mi ripiego
Dubito, catileno
Cresco in miopia
Gratto sulla pietra umida
Del silenzio.

Io sono un enigma
Che attende soluzione
Ma la chiave è persa
E nessuno viene
A cercarmi
A giocare con me
A intrecciarmi i capelli
Come labirinti.

Io sono un enigma
Che non mi interessa più.

Invidia?

Se ci se giá tu
Che sei tutto quello
Di cui il mondo ha bisogno
Che sei tutto quello
Che io vorrei saper donare
Allora io?
Allora io perché mi agito
Consumando ossigeno, spazio
Tempo, materia non gratuita?

Meglio diventare un granello
Di polvere della tua terra sacra
Meglio sciogliermi nel tuo mondo
In cui ogni vibrazione é poesia
Che traccia sulla sabbia
Formule magiche sussurrate
Meglio dissolvermi
Nel suono di sogni
Che sopravvivono alla luce del giorno
Meglio dissolvermi
Nel suono dei sogni
Nel suono dei sogni
Dissolvimi.

Tardi

Sto arrivando tardi
A me stessa
Mi risparmio la crisi di mezza etá
Sono in crisi da sempre
L’importante è morire
Lasciando tutto in ordine

 

[come dice L.
inizia a sistemare!]

A cuore aperto

L’abbraccio a cuore aperto
É a rischio detonazione
E non é vero che il tempo
Liscia ogni stupore
Tu per me sempre sarai
Immensità
Che per un attimo
Per un miracolo
Ho potuto sfiorare.

Un duo

Lasciatemi restare
Ancora un momento qui seduta
Ad ascoltare due vite dense
Tracciare linee di sogno
Voglio tradurre
Ogni vibrazione in una promessa
Ogni eco in una scusa
Per stringermi con dolcezza
E lasciare che il bosco
Nella penombra
Mi corra incontro.

Lasciatemi restare
Ancora un momento qui in silenzio
Mentre loro sedute
Su due stelle
Treno dopo treno
Staccate una a una
Le dita dal suolo
Ci portano via.

Origami

Così sottile
ma sconfinata
mi disorienti
nei capelli hai schegge dorate
che scottano le dita
e io mi scordo e ogni volta
stringo troppo.

Sottile come carta
che tuona
origami a braccia aperte
nelle pieghe nascondi meraviglia
e io mi ci incastro e scivolo
e ho paura di piegarle
di svelarne il mistero.

Ti guardo da lontano
in fondo è più facile
ma forse finirò per credere
che sei tutta nella mia mente?
Va bene allora scontriamoci
ricordami che siamo due
che siamo une di due
due di une
e perdonami se cerco
con le parole di spiegarti
a me stessa.

Anche io esito

C’è virtù anche in chi
non ebbe il coraggio di osare
vivere
e sul ciglio dell’uscio rimase
a guardar passare le stagioni
fiorire le viole di campo
calare le nubi intrecciate
a osservare troppo a lungo
come i piedi di bambini
scalzi
toccavano la strada bagnata
e come l’ombra luccicava
dopo la pioggia d’estate,
c’è virtù anche in chi
nell’esitazione
ha scolpito l’anima
fino a dimenticare cosa fosse
il movimento
per poi un giorno alzare lo sguardo
o forse nemmeno
e con decisione calzare quel passo
immaginato
o forse nemmeno
e andare sotto il cielo
in cerca di arcobaleni

[in cerca di te
per prenderti la mano
una volta per tutte.]

Ricordi?

Camminavi
Per essere incontrata
Ricordi?
Ad ogni passo lasciavi
Un petalo e un pugnale
Sorridevi al cielo
Ignara di cosa fossi
Tutta presa nell’atto
Di crearti.

29/10/2023

Dillo tu

Io ho una forza?
Dillo tu
che io non vedo niente.
Sarò io
a farcela?
Dillo tu
che mi vedi.
Schianto che apre la terra
solo questo conosce
la misera misura del mio sguardo.

Harvest breed

“and you’re ready now
for the harvest breed”
Nick Drake

Come una spiga ti vedo cadere
e poi raccoglierti
chi di te ebbe fame
chi di te si ornò le vesti
chi di te colse meraviglia
chi di te seppe che fare
chi di te ebbe arcano timore
chi passava di lì per caso
e col piede urtò il tuo
stelo sottile e lo volle
per sè.

Filo per filo

Devo combattere
l’idolenza, la distanza
la distrazione, l’apatia
in cui ci induce
questo tempo feroce.
Non con l’intelligenza
nè con la dirompenza
ma a piccoli passi
finemente tracciati
riuscirò a ricucire
le maglie dell’universo
che apre sul vuoto.

Devo
Stringere forte
le spesse trame del mondo
che filo per filo
spezzate sul nero
tradiscono piedi inesperti
che non conoscono il lusso
di alcuna acrobata speranza.

Perciò tu con le dita
fatte di nodi
e di silenzio ora
tieni l’ago del tempo
che prima fu non tuo
ma loro
e chiudi queste ferite,
chè da versare
non abbiamo più sangue
nemmeno per i sacrifici.

 

Poesia sensuale

Mi chiedono di raccontare il tuo corpo, che io non so dire, di svelare il calore della tua pelle e la linea segreta delle tue labbra, di parlare della voce che abita il tuo respiro, la notte, quando mi sussurri all’orecchio. Ma più cerco di formulare frasi più mi smarrisco in ogni tua piega. Nessuna parola si offre per farsi segno di te e io le lascio tacere. Forse é solo la mia mente che si astiene dal vociare dove c’è solo incanto.

Vai pure

É andato tutto bene
Finché ho mantenuto
L’equilibrio dei sani
Ero perfino capace
Di eleganti capriole
E giochi di parole
Tutte alla luce del rassicurante
Sole del pomeriggio.

É andato tutto caos
Quando non ho resistito
Al riso fuori luogo
Ad una carezza gratuita
Alla confessione di un amore
Impossibile.

Ho visto come hai ritratto le dita
Come fossi infetta
Del virus contagioso
Della perenne inquietudine
Ho visto, vai pure
Vai pure e lasciami andare
Che io non so prevenire me stessa
E le mie malattie
Piacciono a pochi.

Fulmine

Ieri un fulmine
Mi ha messa in ginocchio
Sulla via di casa
A occhi spalancati sul cielo
Per farmi vedere oltre
Mi ha svegliata
La notte
Per farmi ascoltare il tuono
Del mio cuore
E mi ha stretto il respiro
Mentre parlavo di nulla
Per ricordarmi il valore
Delle parole
E mi ha mostrato
Infinite volte
La stessa immagine sacra
Finché non é stata
Alfabeto del mio cuore.