Impara la compassione

Ogni volta che ti lascerai fiorire
mani nere scuoteranno la terra
fino a toglierti il respiro
riempiranno il cielo di grida
ti oscureranno la vista:
è la brutalità di esistere,
nient’altro che questo.
Tu in fondo a quel buio
devi raccoglierti come un bocciolo
– lo vedi? è qui –
e portarti in dono
alla luce.

È una fatica, lo so,
e si ripete, si ripete,
si ripeterà ancora e ancora
l’incanto brutale di esistere.

La vera vittoria

Troverai un giorno
Dopo aver atteso in ginocchio
Alle porte di un olimpo di spettri
Tante troppe ore
Che ti fosse tesa una mano,
Dopo aver stretto tra le dita
Parole di polvere
Destinate a sfuggirti ridendo
Perché non ti appartenevano,
Troverai un giorno
Un tesoro accessibile
E potrai iniziare a vestirti dell’oro
Che era sempre stato tuo.

 

Lavoro

Che lavoro fai?
Cerco nel cielo fili divini
Li pianto nella terra sacra
Pregando e cantando
E quando scende tra le nuvole
Un aquilone
Ci guardiamo a lungo
Io imparo le sue vibrazioni
Lui impara, forse, le mie
Fare del cielo radice
E della nuvola terra
Questo è l’unico lavoro
Di cui ho imparato l’arte.

La fitta

Arriva la fitta che travolge
Anche il più impavido sogno
Cui si regaló totale devozione
In forma di struggenti preghiere
Mormorate nel limpido orizzonte
In una sera d’inverno.

Arriva la fitta che travolge
Le ultime certezze e
Con la solennità di un agguato
Ruba le piccole icone sacre
Incautamente nascoste
In tasche fuori posto
Di cui non si aveva più memoria.

 

Come salvarsi ancora?
Risponde un suono piatto
Schiacciato alla parete
“Attendi domani” dice
“forse hai ancora tempo”.

 

Questo amore

Questo amore mi incendia la bocca
Scende come goccia che brucia
Dalla gola fino
Ai miei più remoti confini
Chiama fischiando gli eremiti delle valli
Che vivono tra le mie dita
E consegna loro un messaggio.

Ho fame solo
Di estasi
Ho fame solo
Di fiamme
Ho fame solo
Di spettri

Non faccio che tratteggiare
Il tuo profilo davanti a me
Gioco a prendere le misure
A danzarci attraverso
Provo a fare domande
E mi rispondo con un sorriso
Che spezza le labbra.

Ieri la mia pelle era diamante
Lo é sempre stata?
Non lo sapevo
O forse é stato quel tuffo
Quando ho incrociato il tuo sguardo
E al tuo silenzio
Ho fatto in segreto un inchino.

Is it love if?

Is it love if
it makes me sleepless
and thights my chest at moonlight?
Is it love if
it makes me fall on my knees
to set prayers like seeds
into a ground so hollow
that it burns my feet?
Is it love if
it makes me linger to her voice’s ripple
and replay and murmur her words
to carve them in my deepest soul?
Is it love if
it makes me so graetful
that life seems, for once
a gift I deserve?

(if it takes me ages to say goodbye?)