Enigma

Enigma
Io sono un enigma
Scritto in una lingua
Dimenticata.

Io sono un enigma
E dentro prolasso
Mi ripiego
Dubito, catileno
Cresco in miopia
Gratto sulla pietra umida
Del silenzio.

Io sono un enigma
Che attende soluzione
Ma la chiave è persa
E nessuno viene
A cercarmi
A giocare con me
A intrecciarmi i capelli
Come labirinti.

Io sono un enigma
Che non mi interessa più.

Invidia?

Se ci se giá tu
Che sei tutto quello
Di cui il mondo ha bisogno
Che sei tutto quello
Che io vorrei saper donare
Allora io?
Allora io perché mi agito
Consumando ossigeno, spazio
Tempo, materia non gratuita?

Meglio diventare un granello
Di polvere della tua terra sacra
Meglio sciogliermi nel tuo mondo
In cui ogni vibrazione é poesia
Che traccia sulla sabbia
Formule magiche sussurrate
Meglio dissolvermi
Nel suono di sogni
Che sopravvivono alla luce del giorno
Meglio dissolvermi
Nel suono dei sogni
Nel suono dei sogni
Dissolvimi.

Tardi

Sto arrivando tardi
A me stessa
Mi risparmio la crisi di mezza etá
Sono in crisi da sempre
L’importante è morire
Lasciando tutto in ordine

 

[come dice L.
inizia a sistemare!]

A cuore aperto

L’abbraccio a cuore aperto
É a rischio detonazione
E non é vero che il tempo
Liscia ogni stupore
Tu per me sempre sarai
Immensità
Che per un attimo
Per un miracolo
Ho potuto sfiorare.

Un duo

Lasciatemi restare
Ancora un momento qui seduta
Ad ascoltare due vite dense
Tracciare linee di sogno
Voglio tradurre
Ogni vibrazione in una promessa
Ogni eco in una scusa
Per stringermi con dolcezza
E lasciare che il bosco
Nella penombra
Mi corra incontro.

Lasciatemi restare
Ancora un momento qui in silenzio
Mentre loro sedute
Su due stelle
Treno dopo treno
Staccate una a una
Le dita dal suolo
Ci portano via.

Origami

Così sottile
ma sconfinata
mi disorienti
nei capelli hai schegge dorate
che scottano le dita
e io mi scordo e ogni volta
stringo troppo.

Sottile come carta
che tuona
origami a braccia aperte
nelle pieghe nascondi meraviglia
e io mi ci incastro e scivolo
e ho paura di piegarle
di svelarne il mistero.

Ti guardo da lontano
in fondo è più facile
ma forse finirò per credere
che sei tutta nella mia mente?
Va bene allora scontriamoci
ricordami che siamo due
che siamo une di due
due di une
e perdonami se cerco
con le parole di spiegarti
a me stessa.

Anche io esito

C’è virtù anche in chi
non ebbe il coraggio di osare
vivere
e sul ciglio dell’uscio rimase
a guardar passare le stagioni
fiorire le viole di campo
calare le nubi intrecciate
a osservare troppo a lungo
come i piedi di bambini
scalzi
toccavano la strada bagnata
e come l’ombra luccicava
dopo la pioggia d’estate,
c’è virtù anche in chi
nell’esitazione
ha scolpito l’anima
fino a dimenticare cosa fosse
il movimento
per poi un giorno alzare lo sguardo
o forse nemmeno
e con decisione calzare quel passo
immaginato
o forse nemmeno
e andare sotto il cielo
in cerca di arcobaleni

[in cerca di te
per prenderti la mano
una volta per tutte.]

Ricordi?

Camminavi
Per essere incontrata
Ricordi?
Ad ogni passo lasciavi
Un petalo e un pugnale
Sorridevi al cielo
Ignara di cosa fossi
Tutta presa nell’atto
Di crearti.

29/10/2023

Dillo tu

Io ho una forza?
Dillo tu
che io non vedo niente.
Sarò io
a farcela?
Dillo tu
che mi vedi.
Schianto che apre la terra
solo questo conosce
la misera misura del mio sguardo.

Harvest breed

“and you’re ready now
for the harvest breed”
Nick Drake

Come una spiga ti vedo cadere
e poi raccoglierti
chi di te ebbe fame
chi di te si ornò le vesti
chi di te colse meraviglia
chi di te seppe che fare
chi di te ebbe arcano timore
chi passava di lì per caso
e col piede urtò il tuo
stelo sottile e lo volle
per sè.

Filo per filo

Devo combattere
l’idolenza, la distanza
la distrazione, l’apatia
in cui ci induce
questo tempo feroce.
Non con l’intelligenza
nè con la dirompenza
ma a piccoli passi
finemente tracciati
riuscirò a ricucire
le maglie dell’universo
che apre sul vuoto.

Devo
Stringere forte
le spesse trame del mondo
che filo per filo
spezzate sul nero
tradiscono piedi inesperti
che non conoscono il lusso
di alcuna acrobata speranza.

Perciò tu con le dita
fatte di nodi
e di silenzio ora
tieni l’ago del tempo
che prima fu non tuo
ma loro
e chiudi queste ferite,
chè da versare
non abbiamo più sangue
nemmeno per i sacrifici.