Poesia #3

Metto parole
Perché un varco si apra
Lì tra il muro
E la mia testa che non trova
Via di fuga
Che schiuma
Che fuma, legno infuocato
Metto parole
Per dire quello
Che poi leggendo
Capirò.

Testimone

Fai pace col fatto
Che sceglierai sempre
Nella notte edonistica
La via laterale
Dove risuonano solo i tuoi passi

Che attraverserai ponti lontani
Dal centro
Per andare dove si parla
La lingua della realtà
Antica, senza prezzo

Che respirerai dove il margine
Si inabissa nella storia
Dove creature anomale
Cadono nel passato
Con fierezza e dignità immortale

Che sarai anziana prima del tempo
Testimone della fine struggente
Di ció che forse un giorno tornerà

Due modi, due mondi

C’é chi vive
Ad alto volume
Negli applausi
Sempre sul palco
Del vincitore
Sempre in viaggio
Da una continente all’altro
Esempio per tutti
Di coraggio e
Della nobile virtù
Del successo.

C’é chi vive
In un sussurro
Interrotto da silenzi
Nell’anonimato
A parlare con più spiriti
Che umani
E tra quattro mura
Costruisce un universo
E guarda ai grandi
Con invidia e indifferenza
A seconda di come
La nuvola si dispone
Nel quadro della finestra.

Si fatica forse
Entrambe
Allo stesso modo
Ma sono due modi
Due mondi diversi
Che si superano
E si voltano le spalle.

 

Fulmine

Ieri un fulmine
Mi ha messa in ginocchio
Sulla via di casa
A occhi spalancati sul cielo
Per farmi vedere oltre
Mi ha svegliata
La notte
Per farmi ascoltare il tuono
Del mio cuore
E mi ha stretto il respiro
Mentre parlavo di nulla
Per ricordarmi il valore
Delle parole
E mi ha mostrato
Infinite volte
La stessa immagine sacra
Finché non é stata
Alfabeto del mio cuore.

 

Dal fondo

Ho parlato dal fondo
Di un pozzo!
Giuro che la prossima volta
Ti sarò più vicina
Fioccherà tutto l’affetto
Che ho strozzato
Giuro se hai un po’ di pazienza
Ti porterò in regalo
Una margherita della notte
Di quelle che fanno sorridere
Per un giorno intero!

Primo passo

Questo é un passo
Dove non l’avevo mai messo
Questa terra straniera
Non mi conosce
Non la conosco
Sotto i piedi tutto é nuovo:
Salve banchina
Salve gradino
Salve filo d’erba
E fiore e falena
Salve radice
E granello di sabbia,
Vado a specchiarmi
In un orizzonte d’acqua
Che non mi ha vista mai.

 

Amico mio

Del tuo ricordo
Non voglio fare funerali
Non venire a ricordarmi
Che il tempo passa anche per me
Non voglio sapere
Chi sei ora
Chi eri mi basta
Perché eri radice mia
Terra del mio destino
Amico mio
E non so come dirtelo
Perché oggi mi guardi
Da un’altra pelle
E io addosso
Mi vedo tutte le ombre
Che ci separano.

Amico mio
Nelle stesse strade di un tempo
Parliamo lingue diverse
La mia incespica
E la tua così brillante
Come é sempre stata
Non si ferma più ad aspettarmi.
Eppure io ho cercato
Sempre in tutti
Le stesse venature d’argento
Che avevi tu
Che ora sei antiquario
Di orologi
E io antiquaria di te.