Eri il più feroce

Eri il più feroce di tutti
E il più amato
Perché con le unghie sembravi
Agguantare la vita
Più forte di tutti.

Poi più avanti si seppe
Che una vita l’avevi quasi schiacciata
E calpestata in una ebbrezza vorace
Si seppe che uno spirito ardente
Puó anche schiantarsi e distruggere
Non il nemico ma il fratello
E la sorella di battaglie.

Ora ti aggiri come un’ombra
Svuotata di ogni dimensione
Forse hai imparato dal sonno
A rimanere sopito
Come un carbone a fine serata
Forse hai solo perso la baldanza
Della giovinezza e hai appreso
La gravità del dolore.

Certo é strano
Vederti quasi inanimato
Impacciato al saluto
Tu che non conoscevi
La paura di vivere
Anzi ti faceva orrore
Come a noi, popolo che trema
ne facevi tu.